Il PMA è un cane che non necessita di alcun addestramento per poter svolgere la sua funzione, basterà inserire i cuccioli con il bestiame e loro, grazie alla loro memoria genetica derivata da anni di selezione,  già sapranno cosa dovranno fare.

Chiaramente ci sono delle piccole accortezze da seguire per poter inserire correttamente un cucciolo al lavoro, al fine di ottenere un buon risultato;

Qui di seguito troverete alcuni piccoli consigli su cosa fare e su cosa non fare durante l’ inserimento, in considerazione anche di una “nuova” pastorizia, presente in zone sempre più frequentate da turisti e fruitori della montagna a vario titolo, i quali potrebbero venire a contatto con le greggi protette dai cani da guardiania.

 

RACCOMANDAZIONI IMPORTANTI PER L’INSERIMENTO DI CANI DA GUARDIANIA

  • I cuccioli /cuccioloni debbono sempre essere inseriti in coppia, si consiglia di abbinare fratelli o sorelle dello stesso sesso, che normalmente mantengono nel tempo un superiore grado di reciproca tolleranza e coesione
  • In una prima fase se il bestiame non è abituato alla presenza dei cani, i cuccioli/cuccioloni debbono essere posti in luogo adiacente, ma non insieme agli animali, l’ideale è a contatto visivo e olfattivo, ma separati da barriera o staccionata. Quando il bestiame si dimostra calmo e non più turbato dalla presenza dei cani, si possono tenere insieme, garantendo sempre una via di fuga ai cuccioli
  • Si raccomanda di non inserire da subito i cani con agnelli, capretti di pochi mesi, che potrebbero col loro comportamento giocoso stimolare l’istinto predatorio, ma con capi adulti o semi-adulti, non preoccuparsi, anzi, se manifestano atteggiamento sottomissione verso il bestiame
  • Il cibo di cani e bestiame va sempre somministrato separatamente, non va assolutamente incentivata competizione sulle risorse. In particolare i cani vanno dissuasi sin da piccoli dal prelevare mangime dalle mangiatoie del bestiame
  • Il cucciolo/cucciolone deve essere socializzato anche con gli umani, si consiglia di far si che venga a contatto in presenza del proprietario con bambini, adulti di età e sesso diverso, meglio se presso la propria sede di lavoro
  • Allo stesso modo, il padrone deve stabilire un rapporto di fiducia coi propri cani, che debbono rispondere ai suoi richiami, accettare quando può servire di essere messo al guinzaglio
  • La socializzazione di un cane da protezione richiede molto senso della misura ed una certa attenzione , il cane deve sentirsi basilarmente legato al gregge, ma non provare diffidenza verso le persone con cui interagisce (seppur limitatamente), ne paura verso automobili o estranei. Per questo nei primi 6 mesi (in particolare nelle prime 16 settimane) deve stare col principalmente col gregge/mandria, ma vivere positivamente un certo numero di esperienze
  • Il periodo più critico della fase di inserimento, data l’esuberanza e la vitalità dei cani, è tra i cinque mesi e l’anno, in questa fase di età, su cui si consiglia di osservare più di frequente il comportamento possono manifestarsi problemi di gioco, che eventualmente debbono essere corretti con fermi richiami
  • Dai tre, quattro mesi i cuccioloni possono imparare a seguire il bestiame al pascolo e vanno richiamati e ivi ricondotti se tendono a far ritorno alla stalla/ovile

 

In sintesi si può affermare che se non esistono tare genetiche e il cane ha avuto una buona socializzazione interspecifica (nelle prime 16 settimane), in particolare quando possibile se con genitori funzionali, una buona riuscita del processo, attraverso il quale diverrà idoneo alla funzione, è affidata anche all’impegno del proprietario nel seguirne correttamente l’evoluzione.

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